SDS#133 – CIRCO DELMASTRUM

Sta settimana c’è stata pure la polemichetta se i fascisti se pònno menà o pure no; polemichetta che il governo ha cercato subito de spegne spiegandoce che so’ in grado de menasse da soli. De mezzo c’è sempre Delmastro, che ricordamolo è sottogretario alla Giustizia e alla Linea Comica della Governo. Aveva esordito subito cor siparietto co’ Donzelli dei coinquilini cojoni che se scambiano informazioni compromettenti, un po’ tipo Friends all’amatriciana.Poi è stata la vorta dello spaghetti western a mezzanotte, co’ Pozzolo protagonista e er nostro che stavolta se limitava ar personaggio che non sapeva un cazzo, non c’era e se c’era dormiva o ar massimo annava a buttà la monnezza. Dopo sti ruoli da spalla finarmente è protagonista in un nuovo poliziottesco in salsa Biellese: quelli della scorta che lo reggono mentre vole pistà de botte er candidato sindaco der partito suo; o armeno così dicono le recensioni dei giornali (le trovate alla pagina cinema). Vedi qua un antro po’ e noi non servimo a un cazzo: se non ce fosse la devastazione dovunque te giri sarebbe da sedesse ar bar a fasse l’aperitivo brindando ar momento in cui inizieranno a piasse a pizze in faccia da soli, risolvendo ogni dubbio amletico ar riguardo. Delmastro pare che s’è incazzato perché sto candidato sindaco ha fatto na cosa scandalosa: na nomina politica. Mo dopo le minipistole, i costumi da Minnie, i capiscorta co’ nomi che manco nella seria su Escobar, ma che davero mo ve volete mette pure a fa politica? Ma io dico cioè tu nomini un revisore dei conti de una banca locale der biellese e non dici niente a Delmastro? Cioè e la catena de comando? Ma mo metti caso che viene fuori che questo, putacaso, è na persona onesta o non è parente de nessuno, chi se la pia la responsabilità? Ma poi a parte er profilo è l’insubordinazione, qua me se scardina la gerarchia, qua rischiano de annà in fumo ottant’anni de duro lavoro de idealizzazione dei gerarchi, no cioè, volevo di’ gerarchia. La gerarchia è in pericolo, l’idealizzazione dei gerarchi procede alla grande. E quale sarà er prossimo episodio: un duello all’arma bianca tra du assessori co Delmastro che fa da giudice? Er deputato X che fa le sfiammate dar sedere co’ Delmastro che regge l’accendino? Fitto che fa lapdance alla Montaruli co’ Delmastro che fa il palo? Non quel palo! Ormai è un circo, la situazione ormai è tarmente grave (ma seria mai), che perfino Renzi è intervenuto pe’ di’ a Delmastro de fa meno er pajaccio. Delmastro a quer punto l’ha querelato, così pe’ scambiasse i ruoli dei personaggi e creà un antro po’ de confusione. Poi, sempre pe’ restà in tema circo, quelli de Fdi j’hanno mannato (a Matteo) un dromedario a na presentazione der libro suo. Mo non so Renzi ha querelato er dromedario. Sarebbe un peccato, perché fra tutti me pare l’unico personaggio dignitoso.

SDS#132 – TETTI A TUTTO

Al fine di assimilare gli stranieri figli di stranieri, immigrati da paesi stranieri, ai valori patriottici della patria italiana si emana la seguente direttiva sulla compostazione delle classi scolastiche. Si fissa un tetto del 20% (ventipercento) da intendersi come numero massimo per classe di alunni assimilabili ai valori dell’italianità (d’ora in poi tetto M). Si fissa inoltre un sottotetto R voltosi a tutelarci l’italianità regionale. Il suddetto sottotetto R prevede una percentuale massima del 50% di studenti non regionali da avviarsi a corsi potenziati di dialetto. Il sottotetto ausiliario R2 stabilisce la presenza di massimo due studenti calabresi per classe, ad eccezione della Calabria.Viene inoltre istituito il tetto C al 15% per alunni non cattolici. A tal fine gli altri studenti cristiani verranno conteggiati con coefficiente 0,33, i testimoni di Geova con coefficiente 1,5 e gli islamici con coefficiente 8. Gli atei contano come mezzi islamici.È inoltre da rispettare categoricamente il coefficiente capillare B, ovvero che la quantità di discenti biondi sia in ogni classe superiore al numero totale degli allievi mori meno i castani. Si rappresenta ai fini della contabilità tricotica che due rossi valgono come un biondo, i capelli afro contano come doppio moro. Per i capelli colorati fa fede la ricrescita. A tutela della normalità intesa nel senso di normale ovvero nella norma in quanto rappresentazione statistica della maggioranza ovvero normale, gli scolari normali saranno protetti dai soggetti appartenenti a categorie protette o affini che per brevità chiameremo con gergo vannacciano anormali o NN. Ne è tollerata la presenza di tre per classe.Segue elenco studenti NN: disabili, affetti da disturbo dell’apprendimento, vegani, figli di famiglie non tradizionali, cicciottelli, tappetti, bruttini, occhialuti, cacasotto, piscialletto, pacifisti e figli di pacifisti, poveri, intolleranti al lattosio, al glutine, alla frutta secca, ai fascisti, tifosi della Bari, sanremolesi, fan di Geolier,  trapper in erba, bimbi di Barbero, grillovori, bilingui, amanti della bici, quelli vestiti strani, amanti delle verdure, saputelli che hanno fatto la primina, ambientalisti, nerd e daltonici che immagina fare lezione di arte in una classe che tutti vedono i colori a cazzo. Si ricorda inoltre che tutte le categorie sopra elencate devono comunque restare sotto il supertetto S del 30% (che si ottiene sommando il tetto R meno il tetto M al tetto C e diminuito del saldo positivo del coefficiente B ma maggiorato con gli studenti NN). Oltre tale tetto si parlerà di sovraccarico educativo eccedente. In presenza di tale sovraccarico le classi saranno dotate di adeguato impianto di messa a terra più messa in aula e croficisso extralarge con corona led che s’illumina in segno di pericolo in presenza di idioma straniero, più fornitura extra di acquasanta, acqua del Po e mezza minerale. Per tutelare il Made in Italy verrà ripristinata la mensa in latino: panem quadratum e circenses, soprattutto circensi. Il garum invece verrà prodotto mettendo a macerare i coglioni dei prof che dovranno smazzarsi l’ennesima inutile e inapplicabile circolare ministeriale. 

SDS#131 – PUFFOLOGICA

Ricordo che, una ventina d’anni fa, c’era questa strana teoria complottista sui puffi che, in mancanza dei social, era costretta a rimanere su remote pagine web e che diceva: i puffi sono propaganda comunista! E seguiva tutta l’analisi approfondita di questa società collettivista, guidata da un personaggio barbuto che ne determinava ogni aspetto della vita sociale e lavorativa e che, guarda caso, era vestito di rosso! Era chiaro che fosse un GrandePuffoMarx! I Puffi, tutti uguali fra loro, non hanno nemmeno un nome ma si identificano per il lavoro che svolgono all’interno della comunità e si chiamano tutti Puffo: puffo inventore, puffo contadino, eccetera, perché puffo in realtà significa compagno! Il nemico giurato dei Puffi? Gargamella, l’avido capitalista dalle fattezze ispirate più che a Bersani ai protocolli dei Savi di Sion il cui obiettivo è sottrarre i puffi all’idilliaca vita socialista per trasformarli in oro, cioè capitale puro! Infine il nome originale, SMURF che non è il nome originale dei puffi ma ci si avvicina abbastanza e che è chiaramente un acronimo che sta per Socialist Men Under a Red Father. E Puffi? Proletari Uniti Fraternamente Fottono l’Imperialismo! Che altro vi serve?C’è dire che dopo questa prima grande analisi complottista, i puffi diventarono anche rappresentazione della società totalitaria nazista e pure di quella massonica fino a quando il professor Bueno non raccolse tutto ne “IL LBRO NERO DEI PUFFI”. Ecco, io mi ricordo che vent’anni fa leggevamo quest’analisi e ci davamo di gomito (virtualmente) tra noi, ridendo divertiti delle follie che può produrre un essere umano con a disposizione una pagina web e tanto tempo libero e una lieve inclinazione paranoica. Mai avrei pensato, vent’anni dopo, di ritrovarmi in un mondo di articoli e libri che, anche qui con poca ironia, discettano di bot sinoiraniani di propaganda, fakefactories, pallywoodismi, infiltrazioni tiktokiste e analisi su attentati e geopolitica che manco nelle peggiori serie tv di Caracas. Roba che più o meno ha lo stesso spessore dell’analisi puffocomplottista (due mele o poco più) ma trattata con la dignità del saggio, dell’inchiesta, dell’ipotesi da prendere “seriamente in considerazione” e, nel frattempo, disattivare i cellulari per difesa. E allora ripenso a te, dimenticato Cristian, che come tutti i pionieri hai avuto il torto di arrivare troppo presto. L’avessi scritta oggi, quell’analisi. avresti il tuo spazio fisso come editorialista in qualche giornale moderato. Puffarbacco! P.S.Aderisci anche tu alla campagna  “Più Peyo e meno Peyote nelle redazioni!”

SDS#130 – ER GIOCO DER POLLO

Macron ha ridetto un’antra volta quella roba della NATO in Ucraina. Mo, escludendo per un attimo l’ipotesi che è pazzo, direi che la cosa più probabile è che abbiamo deciso de fa’ er gioco der pollo. Er gioco der pollo ce l’ha presente chi ha visto gioventù bruciata o ritorno ar futuro: è quello che te metti in macchina e te lanci sparato e vince quello che se ferma pe’ urtimo. L’altro fa er video su youtube tipo fratellì ho preso er muro, ma senza airbag. Mo è evidente che l’Ucraina er gioco der pollo co’ la Russia non lo po’ fa’, non esiste la gara bicicletta contro macchina. Noi NATO invece la macchina (bellica) ce l’avemo, quindi pronti pe’ la sfida. Oh, me pare chiaro che Putin c’ha esattamente la stessa intenzione. Naturalmente er gioco der pollo nella maggior parte delle volte è un bluff, non è che finisce sempre co’ na catastrofe, ma diciamo pure che, bluff de qua e bluff de là, alla fine le probabilità der frontale non è che so’ proprio zero. L’antre vorte quarcuno vince. E chi lo vince er gioco der pollo? De solito lo vince quello che è disposto ad arivà fino ar muro, cioè er più disperato, sempre premesso che la fine della sottiletta ar forno non è l’obiettivo de nessuno, visto che er muro in questo caso è la guerra nucleare. Sia chiaro, io non penso che Putin è così scemo da spiacciccase pe’ tigna, ma penso pure, nonostante er male che penso dei politici nostri, che forse ar destino loro e delle popolazioni che governano (cioè noi) ce tengono quell’anticchia de più der dittatore russo. E penso pure che se c’è uno tarmente pazzo da preme l’acceleratore fino ad arivà alla svamping politics, fra Putin e Macron, forse è er primo. Ecco, e questo non va bene: non puoi giocà ar gioco der pollo se sei convinto che te fermerai prima de quell’antro. Allora la domanda interessante secondo me è: perché cazzo lo stamo a fa’ er gioco der pollo se è quasi sicuro che lo perdemo? E qua torna in campo l’ipotesi uno, la pazzia, oppure l’ipotesi due: non sapemo più che cazzo fa e improvvisamo. Mo sta sintesi non è che voleva esse chissà quale profonda analisi geopolitica, solo no spunto; dice quindi dovemo fa pippa e fermacce pe’ primi? Ma secondo me dovemo proprio trovà er modo pe non giocacce pe gnente ar gioco del pollo. Un modo pe scartà de lato. Vabbè ma quindi che famo? Ecchenesò, ma che devo fa tutto io? Io so’ solo quello che te vede che cerchi de buttà giù un muro a capocciate e te dice fermate che te fai solo male! Dice ma io non lo so che altro fa! E ho capito, ma non credo che te verrà un’idea a forza de capocciate. Forse la capoccia potremmo provà a usalla. Ecco, ce servirebbero le menti migliori della nostra generazione a ragionà su questo, no a fa i bookmaker della catastrofe. Perché se le mejo menti l’unica cosa che hanno pensato è er gioco der pollo, stamo messi male.

SDS#129 – FOLLYWOOD

“We stand here as men who refute their Jewishness and the Holocaust being hijacked by an occupation which has led to conflict for so many innocent people” Jonathan Glazer OSCAR 2024 Questa è la personale e privatissima premiazione de Stacce delle follie a cui avemo assistito nell’urtimo periodo. Le categorie so’ più o meno quelle canoniche. PREMO MEJO FIRM a quelli che che er film se lo so’ fatti da soli in questi cinque mesi, l’hanno intitolato “Diritto Alla Difesa”, come se quello che sta a succede a Gaza oggi ciavesse ancora una qualche giustificazione in quello che è successo er 7 Ottobre. PREMIO MEJO ATTORE PROTAGONISTA va a Giorgia Meloni per il ruolo in “IL Presidente”, no asp… miglior ATTRICE per il Pres… no! Miglior ATTORE per LA Presid, vabbè fate come ve pare. Memorabile la scena rugby, evidente citazione de “ogni maledetta domenica”. PREMIO MEJO ATTRICE PROTAGONISTA a Emmanuel Macron, ormai unica vera primadonna der jet-set politico. Cor virtuosismo dell’intervento diretto della NATO in Ucraina, in quanto a follia politica non c’era più trippa pe gatti pe’ nessun*. PREMIO MEJO REGIA a Biden, per la visione onirica in cui manda le bombe a una parte in conflitto e i cerotti all’altra. Vette di surrealismo e involontaria ironia difficilmente uguagliabili, come nella indimenticabile scena del gelato. PREMIO MEJO SCENEGGIATURA NON ORIGINALE ar Papa pe “Bandiera Bianca” che, nonostante ripeta un concetto che la Chiesa ripete ormai da dumila anni, riesce comunque a trovà le parole capaci de fa incazzà pure una parte de quelli che la pensano come lui. Più ovviamente tutti l’antri. PREMIO MEJO SCENEGGIATURA ORIGINALE alla gang de Fratelli d’Italia per “Cena di Capodanno”: un inarrestabile sequela de momenti comici e colpi de scena in salsa spaghetti western che non se vedeva dai tempi de Bud Spencer e Terence Hill. PREMIO MEJO FILM STRANIERO va a Bibi Netanyahu per il remake der film de Putin, ma se sa che noi occidentali quanno vedemo un film figo ce famo subito la cover. Bella pure la scelta di mantené i tropi centrali der linguaggio: minaccia esistenziale, denazificare eccetera. PREMIO MEJO ATTORE NON PROTAGONISTA a Carlo Calenda per “Terzo Polo”. Quando cerca de tirà i calci negli stinchi ar PD quello vince, ce se allea quanno perde, uno dei più grossi esempi de lungimiranza politica ar contrario dell’ultimi anni. PREMIO MEJO DOCUMENTARIO a Lollobrigida per “Fermate quer treno”, in cui si narra la storia vera e incredibile di un cittadino comune che riesce a fermà un treno fermo semplicemente chiedendo per favore fateme scende. Una dura testimonianza sulla condizione delle ferrovie italiane. PREMIO MEJO FIRM D’ANIMAZIONE a Chiara Ferragni per “Influencer”, lo guardi e te sembra quasi da avecce a che fa’ co una persona vera in carne e ossa. Piccola critica personale: da migliorà ancora un po’ le scene in cui piagne. PREMIO MEJO EFFETTI SPECIALI a Sarvini pe “Ponte sullo Stretto”. I rendering so’ fantastici, carcolando che alla fine forse resteranno solo quelli direi che complessivamente so’ costati un po’ troppo ma che je frega, tanto paghi tu. PREMIO MEJO FOTOGRAFIA a Motaz Azaiza per la foto qua sotto, scelta dal Times come una delle mejo foto der 2023, e per tutte le altre. Se sapemo quarcosa è anche merito de gente come lui. La follia è gente che, invece de difendelo, lo attacca tutti i santi giorni.

SDS#128 – SENZA PAROLE

Oh, se du anni fa dicevi che bisognava regalà er Donbass a Putin eri Orsini. Te lo spiegava Rampini, che oggi dice che bisognerà regalà er Donbass a Putin. Non fa una piega. Se dici pace è perché vuoi la guerra, o armeno così dicono quelli che la pace se ottiene con la guerra. Quindi se uno dice pace, in fondo vòle la guerra che è l’unico modo pe’ ottené la pace, a me me pare che lo possiamo comunque continuà a chiamà pacifista! Manco fascista se può di’: non so’ fascisti, so’ autentici democratici che pensano che le manifestazioni vadano autorizzate e ritengono legittimo manganellà dei quindicenni disarmati. Siete voi che vedete busti der Duce e saluti romani ovunque! Ciavete la fissa, voi! Genocidio non si può dire, ce lo spiegano mentre se dimettono protestando perché non viene riconosciuto l’istinto genocida di Hamas. Boicottaggio è brutto, ce lo spiegano mentre annunciano che boicotteranno l’Eurovision se esclude Israele.Boicottaggio der boicottaggio pare che va bene. E invece er boicottaggio der boicottaggio der boicottaggio come funziona? Se pò fa oppure ogni due s’annullano e funziona solo er boicottaggio paro? C’è una fascia oraria, tipo er boicottaggio in prime time sì e quello diurno no?From the river to sea non se pò di’, ce dicono quelli che difendono le azioni de un partito che ce l’ha come slogan nello statuto dar ’77. Pulizia etnica non se pò di’ e su questo concordo: de pulito, qua, non c’è rimasto veramente gnente. È na zozzata etnica, caso mai.Palestina forse ancora se pò ma comunque se non lo dite è mejo. Stop manco se pò più di’ non serve manco che finisci la frase se dici Stop già se capisce che sei antisemita, filoterrorista, nemico dell’occidente, difensore dei tajagole: queste invece se pònno di’ tutte.Occupazione, apartheid, colonialismo non se possono dire, ce spiegano dei bianchi professori occidentali. Ghetto non se può dire, manco se tu nonno dentro un ghetto c’è vissuto e c’è crepato. Lo spiegano sempre li stessi professori bianchi occidentali de prima. Massacro, carneficina, rappresaglia, vendetta, crimine contro l’umanità non se possono di’: ar massimo potete di’ guera condita che a noi le guerre semplici non ce piaciono: guera asimmetrica, guera giusta (sempre, se la famo noi), guera ingiusta (sempre, se la fanno l’altri). Guera umanitaria, guera necessaria, guera contro er terorismo. Terorismo ad libitum, quello è come er prezzemolo, lo potete mette andò ve pare: terorismo, un po’ de scudi umani, na spruzzata de tunnel (armeno dieci livelli) e tutto se giustifica. Non è difficile esse liberali ner 2024: basta solo ricordasse quali so’ le parole che non potete di e tutto fila liscio. Basta fasse una lista. Una lista pe’ tutto: parole sì, parole no, persone sì, persone no, popoli sì, popoli no. E poi basta annà avanti, tanto non potete fa altro che annà avanti, perché Fermatevi non si può dire ma, soprattutto, non si può fare.

SDS#127 – UNA TRANQUILLA SETTIMANA A QUASI REGIME

È con un sospiro di sollievo che vi annuncio che venerdì è stata sventata con successo la Pisanerkristallnacht degli studenti medi che protestavano contro i sacri diritti delle bombe. Il sindaco era già stato trasferito in luogo sicuro mentre la sinagoga è stata spostata appositamente lungo il percorso così che i nostri pacifici poliziotti con minuscoli manganelli gommosi potessero proteggerla previo intervento educativo dai feroci studenti armati di nasi e costole. Stesso copione a Firenze, anche qui subito sventato dall’Eissenforikommillungarnicht securitario. Un agente ha confidato alla stampa il suo disappunto per la sproporzione delle forze: è incredibile il numero di costole che hanno questi studenti! È una lotta impari! Pare anche che una studentessa, propal quindi quasi sicuramente terrorista, abbia aggredito a colpi di naso un manganello, il quale per fortuna non sembra aver subito danni gravi e potrà tornare in servizio già dalla settimana prossima dopo adeguata Lavasanghoperation.   Segnaliamo invece un fatto increscioso da Ascoli: degli studenti sono riusciti a organizzare un incontro sulle foibe. In un primo momento il Preside, orgasmato dalla parola, l’aveva autorizzato senza accorgersi che in realtà trattavasi di subdola iniziativa di contropropaganda. Scoperto che l’incontro negazionista con Eric Gobetti voleva mettere in discussione la versione ufficiale dei cinque milioni e mezzo di martiri, preso da improvviso gigantishkulrodiment, aveva prontamente vietato l’iniziativa scontrandosi però con l’ammutinamento scolastico. In preda a sacro furore patriottico e selloskopronmefhanneinmatzatarallschung, il preside eroicamente faceva scudo con il proprio corpo per impedire agli studenti di uscire dalle aule. Il sacrificio, purtroppo vano, di questo fedele servitore della Patria, non è servito allo scopo.   Il Centro Moderato per il Manganello ha vagliato l’opzione di sacrificarlo anche fisicamente per potergli intitolare la scuola ma si è poi deciso di soprassedere e valutare una sua eventuale promozione a sottosegretario, non appena avrà maturato i reati necessari al ruolo. In ragione dell’emergenza democratica in atto il governo emana il Terrorkagakatzstudentordnung con cui stabilisce che, da oggi, ogni studente sarà considerato eversore fino a prova contraria, fatti salvi gli studenti della primaria che saranno trattati come eversori apprendisti. Saranno pertanto istituiti corsi di manifestazione in tutte le scuole di ogni ordine e grado allo scopo di rieducare i ragazzi alla vera funzione della manifestazione: il supporto e la deferenza nei confronti del governo e delle forze dell’ordine. Chi scenderà in piazza senza insultare non avrà nulla da temere! Lo stesso vale per chi scenderà in piazza senza criticare, senza contestare, senza reclamare diritti e senza scendere in piazza! Tutte le adunate di piazza che non prevedono la ola al governo sono sospette. Le uniche manifestazioni gradite, ergo non manganellate, saranno quelle contro farina di grilli e nemici dello Stato (seguirà elenco), quelle a bordo di mezzi agricoli e quelle in cui i manifestanti abbiano un braccio teso di fronte a loro con inclinazione minima di 49 gradi. È istituita all’uopo la figura del misuratore di inclinazione articolare, anche detto Faschistischzertifizierer, selezionato in Frallamichinostren attraverso Ilkomekatzensceparen tanto voi fate pippa e i manganelli mo ce l’avemo noi. Ma tranquilli, non sta succedendo niente.

SDS#126 – LAVORARE STRONCA

Certe volte capita che ar bar te se scordano e magari te incazzi e protesti. Mo se me se siede accanto er barista e me dice: aho, sto bar è veramente ‘na merda, a me er dubbio che me sta a prende in giro me viene. Posso capì quello der bar vicino, magari non je ne frega niente e me dà ragione solo pe da’ addosso a sto bar qua. Ma proprio er barista der bar mio è strano. Pure na riunione de baristi sarebbe strana. Immaginate la scena: tu volevi un caffè, non te se so’ filati pe’ un’ora, poi lui e quello der bar vicino te se siedono accanto e cominciano a fa: ma che bar de merda che ce stanno qua! Tocca a fa quarcosa! Tipo portamme er caffè che t’ho chiesto un’ora fa? Eh, tipo quello, non se fa così! Ecco, quanno vedo le manifestazioni organizzate dai politici io c’ho la stessa senzazione. Posso capì i politici dell’opposizione (pure là spesso me viè er dubbio della supercazzola, ma ce sta), figuramose se so’ quelli che stanno ar governo, o tutto l’arco parlamentare. E invece quelli fanno la fiaccolata, la organizzano proprio loro. E partecipano pure i sindaci i sindacati i sindachetti eccetera. Mo, lasciando da parte pe’ un attimo la sensazione der bar, me chiedo: ma de preciso perché la state a fa’ sta fiaccolata? Insomma, non è che stai a fiaccolà pe’ di’ Navalny figo (armeno spero, vedremo) ma pe di’ Putin merda. Vabbè, ma allora me chiedo: ma perché tu arcocost ce tieni a ribadì Putin merda? Perché non sei contento delle politiche der Governo contro Putin? Dell’Europa? Così a buffo? (a margine: non è che se uno stronzo come Putin te ammazza, o te lascia morì in carcere, diventi automaticamente eroe. De sicuro sei na vittima però, ecco, se bastasse esse ammazzati da Putin pe’ diventà eroi dovremmo fa’ l’altarini pure a Prigozin, e non me pare er caso)Me immagino quindi che protesti contro l’ingiustizia; e ce sta, pe’ carità. Ma de tante ingiustizie, quello che me chiedo, com’è proprio questa? Perché poi devi fa delle scelte, non è che puoi stai a fiaccolà tutti i giorni, immaginate le emissioni de CO2, er fumo, la puzza. Mo solo quest’anno in carcere, qua da noi, ce so’ stati 43 morti, de cui 20 suicidi. Non saranno perseguitati politici ma me pare comunque un problema. Ce sta Ilaria Salis, sempre in carcere, in Ungheria, e quella un pochetto perseguitata me pare. Fiaccolate? Ce so’ stati 5 morti in un cantiere, qua in Italia, proprio sta settimana qua, no l’anno scorso. Morti la cui unica colpa è stata essese arzati la mattina pe annà a lavorà e sa che, in ‘sto paese, lavorare stronca.  C’è stata na sentenza della Cassazione che dice che consegnà i migranti ai libici è reato ma noi, cioè voi, coi libici ciavete fatto proprio l’accordi affinché se li tenessero. Migranti che devono sceje se morì nei lager de qua, nei lager de là, dentro ar mare o a un cantiere. Non dico ‘na fiaccolata, ma manco appiccià un lumino? Eh no, dice queste so’ cose che ce riguardamo, su cui veramente potremmo fa quarcosa; poi magari la gente se fa strane idee, tipo che noi stamo qua pe’ risolve i problemi. Ah, scusa. Ecco, mo fatela ‘sta fiaccolata, me raccomando, non sia mai che ve rovino la coreografia in cui ve sentite i grossi difensori della libbertà. Poi, ma senza fretta, me permetto de davve un piccolo suggerimento che esprimo attraverso citazione vostra: “andate a lavorare, stronzi”  P.S.Mo, potete pure pretende che semo tarmente scemi da non accorgece che è l’ennesima “questione internazionale” piegata a uso interno, mettese la medajetta ar petto e sperà che quarcuno se sfila pe sparaje addosso a palle incatenate come nemico dell’Occidente. Stavorta nun ha abboccato nessuno, e mo ve tocca fa la sfilata a braccetto tutti compatti, pure co’ quelli che de Putin erano grossi amiconi ma non so’ così scemi da complicasse la vita pe na fiaccolata de lunedì pomeriggio. C’è la fiaccolata, annamo tutti alla fiaccolata. Io invece so’ scemo, quindi me potete tranquillamente sparà addosso a palle incantenate mentre ve ripeto che sarebbe molto più utile, soprattutto alla vostra reputazione, lascià perde le pajacciate e concentrasse sul consiglio de cui sopra.

SDS#125 – SONO SOLO CANZONETTE

Magari eravate distratti la notizia v’è sfuggita, ma sta settimana c’è stato er festival de Sanremo. Mo io lo guardo da sempre, so’ un po’ bimbo de Sanremo, quindi lo posso di’: quest’anno è mancato il trash.  Partimo da na premessa: na singola puntata der festival dura 5 ore e venti, più de tutta ‘na stagione de True Detective. Roba che manco Sergio Leone in c’era una volta in America, manco Nekrosius, pure l’Hamlet de Kenneth Branagh durava de meno. A confronto co’ tutta la settimana le Mahabharata de Peter Brook sembrano no spot dell’Esselunga, pure l’anello der Nibelungo de Wagner dura de meno. Mo se non sei Nekrosius, Brook o Wagner, l’unica possibilità che c’hai de uscì vivo da una robba der genere è ride. Ma siccome ormai pure la comicità è diventata pericolosa, te rimane giusto er trash. Pe carità c’era, ma niente in confronto alle cattive intenzioni, la maleducazione, i tableaux vivants, Grignani e Arisa, la Ferragni afflitta dar bacio a Fedez, er monologo de Diletta Leotta sulla bellezza, i vestiti luna park de Orietta Berti. Pure gli outfit insomma. Ecco, una cosa sugli outfit va detta: l’oversize ha rotto il cazzo! Quasi tutti de nero, cioè sembravano appena tornati da un funerale dei Casamonica, giusto ‘na sosta dar carozziere a controllà le cromature, non se fa così noi che cazzo commentamo? Poi succede che la gente se butta su due frasette de due cantanti durate due secondi su uno show che complessivamente dura venticinque ore. Cioè succedeva tutti l’anni, poi entrava quello quello vestito da lampadario e se passava oltre. Perché ciavete tolto er trash? Se volete er popolo anestetizzato dalle cazzate, che è un po’ lo scopo reale der Festival, fatelo ride. Ma ride scemo, sennò finisce come co’ Teresa Mannino che dice che semo ‘na colonia americana come battuta e il centro uncinato moderato lo scambia pe’ un manifesto politico. Ma quale colonia? Te pare che in una colonia l’a.d. della tv pubblica de Stato fa un comunicato per dissociasse da un cantante perché l’ambasciatore de un paese straniero s’è stranito? Ma quale colonia, qua se ce assumono come camerieri è già tanto! Non era l’outfit de un funerale quello de Sanremo, era l’outfit de un catering (sempre stile casamonica, ma catering).  Te pare normale un paese dove l’unica cosa pacata e sensata sui migranti in tv nell’urtimi mesi l’ha detta un cantante coll’orsacchiotti attaccati sulla giacca? Un paese dove parole pacate come quelle de @dargendamico e @GhaliFoh creano scandalo c’ha un problema: la locura, la pazzia, la cerveza, la tradizione, o merda, come la chiamamo de solito, ma co’ na bella spruzzata di pazzia non regge più. Er peggio conservatorismo che però si tinge de simpatia, de colore, de paillettes comincia a fa’ fatica. Fa fatica perché fuori c’è la morte e le canzonette non bastano più. Ma c’è sempre l’opzione alternativa, quella in cui state zitti e buoni. 

SDS#124 – GUERRA E PAC

Non so se ve ricordate come veniva trattato fino all’altro ieri chi s’azzardava a manifestà pacificamente, a buttà un po’ de carbone vegetale dentro ‘na fontana o a bloccà na strada! Terroristi!Salvini ce s’era messo de punta. Coll’ultimo pacchetto sicurezza aveva inasprito pure le norme sur blocco stradale pe’ difende er diritto der cittadino de annà a lavorà senza rotture de cojoni e poi se sa signoramìa alla fine quelli che protestano so’ tutti comunisti! Poi succede na cosa strana: arivano i trattori. Mo a questi tutto je poi di’ tranne che so’ comunisti. Questi so’ incazzati, sur piede de guera e a quelli de ultima generazione li fanno sembrà orsoline, anche perché quelli de ug so’ veramente orsoline. E quindi vai cor circo.I libberalles so’ rimasti più o meno coerenti co’ se stessi: pe’ loro tutto quello che va oltre er post su facebook è equiparabile a violenza stragista e va condannato senza se e senza ma, a meno che non se tratti de Israele o violenza de Stato in genere: lì vale tutto.Molti de quelli che difendevano Ultima Generazione e altre proteste j’è partita la rosicata e hanno cominciato a urlà: e no mo però dovete pistà de botte pure loro, non è che ce potete menà solo a noi, dovete menà un po’ a tutti con equanimità. E vabbè.Er governo oscilla tra l’imbarazzo e il “fischietta e fai er vago magari non se ne accorgono che mo ce stamo noi”. Lollo vuole vedé tutto il girato, non è informato dei fatti, quindi per favore quarcuno lo avverta che er Ministro dell’Agricoltura è lui! Er cognatino non se lo spiega ‘sto fatto. Dice ho lottato pe voi contro la farina de grilli, la carne sintetica e artre robbe fantasy, ho detto che i prezzi alti facevano magnà mejo i poveri, er madinitaly, aho ma che mo devo fa pure le politiche sull’agricoltura?Meloni invece è sulla linea della contrattazione (poi uno dice che le proteste incazzate non servono a niente). tranquilli che mo ve damo più sordi, ve lo giuro sull’accise che ho levato. Quanto ve serve? 4 miliardi? 6 miliardi? Famo otto miliardi, con un click!Salvini, sarà che è rimasto a quell’età mentale dello sviluppo in cui se gioca co’ le macchinine, appena vede na ruspa, un trattore, un autoarticolato non capisce più niente e ce se fionda sopra. Ce manca solo che ce lo ritrovamo arestato da Piantedosi pe’ blocco stradale.Un po’ tutta la galassia der disagio ha provato a mettece sopra er cappello. Coldiretti, che era uno dei principali bersagli della protesta italiana, è diventata paladina; e così pure in Europa perché questi coi trattori so’ arivati fino a sotto er Parlamento Europeo. Che quarcosa forse significa. Io che non so esperto de PAC non lo so de preciso qual è er significato, ma direi che se spendemo un terzo der bilancio UE per l’agricoltura e tanti agricoltori mòrono de fame, forse un problema c’è. Ma guai a parlanne, che ce se rovina er teatrino.