SDS#119 – BOTTE DE CAPODANNO

Cari concittadine, cari concittadini, ve devo dà una brutta notizia: stamo nella merda! Ma non è questa la notizia: la notizia è che ormai ve piace! Ormai pare proprio che ce provate gusto. Ormai sete diventati specialisti: la infiocchetate, la condite, la viralizzate, sete capaci de plasmalla in qualsiasi forma: ciambella, pandoro, il Foglio; giornali, giornalisti, politici, sui politici ormai semo così specializzati che ce copiano in giro per il mondo. Ma non perdete le speranze, er segreto è la costanza, la prima cosa è abituasse. Pe’ quelli che ancora sentono quarche vaga differenza co’ la nutella, c’è tutta una serie di strategie de distrazione, così intanto che ve concentrate su altro. Er 2023 in questo è stato maestro: La prima strategia è l’unicornismo: te inventi nemici immaginari, li combatti e poi urli vittorioso per la loro sparizione.  Quest’anno nell’ordine avemo sconfitto: la carne sintetica, la farina de grilli, la minaccia anarchica! La wagner che ce mannava i migranti! I pirati! Avemo sconfitto i pirati co’ un tweet eroico de Crosetto! Le centraline della temperatura tarocche (grazie yaris); l’utero in affitto, i forestierismi der dispensatore de italianismi e gli scafisti in tutto il globo terracqueo (pe mo è ancora globo, ner 2024 chissà).   La seconda strategia è l’opposto: abbraccià la stronzata ma portalla a un livello tale da lasciatte a bocca aperta, e mentre stai a bocca aperta… ma stamo a parlà de virtuosismi che Piero Manzoni scansate, qua viene fòri la differenza tra un’Hoara qualunque e Danielona Santanchè. E pure in questo er 2023 ci ha regalato vette altissime: la Venere sfigurata a influencer cor cellulare e la pizza, la maserati in divieto de sosta e le murte accollate ai carabinieri. Roba che manco te viene voja de chiede le dimissioni pe paura de perdete certe perle. Qua ognuno ce mette der suo: er Ministro della Cultura che premia i libri che non legge, Ignazio Benito e la banda de pensionati, Lollo che ferma i treni che non arivano in orario, Donzelli che manna bevuto Delmastro sui documenti secretati, Pillon e la famija tradizionale der presepe.iambruno che dà la corpa a cappuccetto rosso per il lupo, a pinocchio pe’ er pescecane e alla bella addormentata pe le corna. Poi quella s’è svejata e Giambruno me sa che è finito a scaricà le pesche all’Esselunga insieme a Facci, ma qua già stamo a virà verso la terza strategia. La terza strategia è la vannaccitudine, cioè quella tendenza a sparà na vaccata totalmente filogovernativa, ma più estrema, e poi annà a piagne in tutti i giornali che non te fanno parlà pe’ corpa della canzelcultur e der complotto woke, ste femminucce che piagnono pe tutto! E poi succede na cosa strana: che er 7 ottobre scoppia un’antra guerra. E a quer punto er woke, secondo l’opinionisti nostrani, passa in un amen da ventre molle der gender a braccio violento della schwa. Mo all’improvviso so’ diventati amici dei terroristi, mo serve la canzelcurtur! Qua avemo proprio fatto er sarto de qualità della merda: non è che ce piace e basta, c’è er puro godimento, ormai proprio è estasi scatologica, perché ce vò davero coraggio a postà la foto de na ragazzina morta e strillà che è un bambolotto. E vabbè, la guera la sapete e sapete pure che tutto è tranne che na guerra: è semplicemente un massacro e me pare che ormai chi non l’ha visto è solo chi non lo voleva vedé, in una mezcla de razzismo, retorica da cavaliere nero, codice de Hammurabi e rutti da quindicenne.Epperò dicono che so’ de parte e non va bene: bisogna esse imparziali, ma che vor di’ esse imparziale se da na parte ce sta un esercito che spara a tutto quelle che se move e dall’altro ce stanno i ragazzini che morono pure se non se movono? Qual è la ricetta pe’ la moderazione? Stanno a morì 250 persone ar giorno, scusate, che ve potreste moderà un pochetto e ammazzanne solo 230? 235? Famo 240? Dai moderiamoci, lasciamo vivi armeno i bambini dentro le incubatrici? E pure voi giornalisti, eccheccazzo, possibile che ogni vorta che casca na bomba ve ce annate a ficcà sotto? Armeno levateve la pettorina, che è tutto st’esibizionismo? Allora ditelo che lo fate apposta a favve ammazzà pe mette in cattiva luce er nemico. Questo è giornalismo de parte!Eppure me parevo moderato: non sto a chiede nessuna controffensiva palestinese, non sto chiede l’invio delle armi, non spero che sfondino le recinzioni e attacchino, non spero che se sollevi la Cisgiordania e vada a rompe er culo ai coloni, io chiedo solo il cessate er fuoco. Ma mica solo la guerra, ormai la “moderazione” vale in ogni campo. Ciavemo er governo più a destra de sempre, il centro libberale che fa la ola, e tocca esse moderati. Er cambiamento climatico lo devi contrattà con quelli che ner Cambriano c’era più CO2 de oggi! Le discussioni sui femminicidi devono trovà un punto comune co’ quelli che discutono su come se deve comportà la sorella della vittima e l’accusano de satanismo. Quelle sull’immigrazione co’ chi pensa che deportà la gente in Albania, tutto sommato, non è una cattiva idea.  Ecco, care concittadine e cari concittadini, vojo dirvi che per il 2024 il mio contributo alla moderazione è che, se la pensate così, ve ne potete annà moderatamente affanculo. Però oh, me raccomando, fatelo co’ moderazione, non me deludete.

SDS#118 – TE PIACE ‘O PRESENTE

E se quest’anno non t’è piaciuto, pensa che tutto sommato è quasi finito e che l’anno prossimo potrebbe esse pure peggio. C’è una piccola deriva verso l’apocalisse ma tutto sommato niente de cui te devi preoccupà. Dice che è un Natale pieno de orgojo, dovemo esse orgojosi ma non se capisce de che, dovemo da difende i valori dell’occidente ma sti valori non se capisce più che so’ visto che l’unico valore che difendemo è che l’amici nostri possono fa’ er cazzo che je pare. Comunque, se proprio ‘sto presente non te piace, c’è una soluzione semplice: fa finta che non sta a succede gnente. Ormai sta a nasce un nuovo movimento de opinione, po’ esse pure che un domani te lo ritrovi candidato in quarche dove: è il centro negazionista moderato. ‘Na vorta er complottismo era patrimonio della marginalità, de gente che faceva fatica ad affrontà la realtà e pur de da’ un senso alla vita disgraziata che j’era capitata preferiva inventasse un complotto, uno qualunque con il quale se poteva assolve, o quantomeno consolà. Der centro negazionista moderato invece fanno parte sospettabili giornalisti e avvocati, prof universitari e veterinari, cuochi, parrucchieri, ex parlamentari, pupazzi politici e un esercito di troll che farebbe invidia ar MinCulPop, uniti dall’autodefinizione di libberali.Passano le giornate (secondo il grado di liberalità) a cercare nelle profondità del web il fake che gli permetta d’urlare soddisfatti, vedete? Dicevano 20k morti ma questo è un bambolotto quindi sono soltanto 19.999! E spesso quello che trovano come prova, purtroppo, non è neanche una bambola, ma un bambino in carne e ossa su cui sciacallano la propria propaganda.Fieri d’aver scoperto la locuzione “di Hamas” la ripetono ossessivi ad ogni obiezione: se bombardano un palazzo è un palazzo di Hamas, se muore un giornalista è un giornalista di Hamas, se muore anche la sua famiglia è una famiglia di Hamas di un giornalista di Hamas. Amnesty è di Hamas, MSF è di Hamas, la Croce Rossa è di Hamas, pure l’ONU è di Hamas! L’ambulanza è di Hamas e ha fatto finta di essere stata bombardata; e anche quando a confermarlo è la stessa IDF loro dubitano perché perfino i dati sulle vittime dell’IDF per loro sono i dati dell’IDF di Hamas. E se glielo fai notare, anche tu sei di Hamas. A volte per non affrontare il fatto in sé l’estremista di centro si accanisce sulla fonte (chiaramente fonte di Hamas) mentre ritwitta impassibile gli affidabilissimi GiggiNAFO e Marcella58 (in cui 58 probabilmente indica il QI). Gli dà ragione, quindi è di per se affidabile. I più timidi, tra un retweet e l’altro, s’accontentano di fare lo screening dell’organizzazione interna dei bombardati per stabilire se siano abbastanza degni di non essere massacrati in nome dei nostri valori; test da cui immancabilmente deducono che no, non sono degni. Per gli altri il test non è necessario: non ci assomigliano, è autoevidente che non hanno diritto a sedersi alla nostra tavola. Al più, se si sottomettono pacificamente, avranno diritto ad elemosinare qualche briciola, purché la implorino educatamente.  Innamorati di Milei e della GBD, fanboy della Digos e delle manganellate della polizia contro gli studenti, mal celando l’orgasmo di fronte alla sofferenza dei poveri, difenderanno fino alla morte il tuo diritto di esprimere le tue idee, a patto che coincidano con le loro. Ma guai a dubitare della loro moderazione: hanno i valori democratici a garantirla. La realtà non serve quando hai i valori dalla tua. Hai lo spirito natalizio, la democrazia, il diritto, che vuoi che sia un massacro in più o in meno? Domani ci sarà tempo per il mea culpa. E tu non ce l’hai st’inclinazione natalizia all’eccidio? Non te piace ‘o presente? E voltati dall’altra parte pure tu! E se ancora non riesci a vedere in un bambino di otto anni un baby-terrorista, il problema è tuo: è solo perché non sei abbastanza attaccato ai nostri valori.

SDS#117 – LETTERINA

Caro Babbo Natale, quest’anno prima di partire devi prendere qualche precauzione in più: per prima cosa attento all’abbigliamento, Rampelli ha fatto casino per una stella rossa figuriamoci per tutto il vestito. Se posso darti un consiglio, vai su qualcosa di leggero e poco vistoso che qui da noi il clima è brutto, sia in senso letterale, sia in senso elettorale e sia in tutti gli altri sensi. Però mi raccomando qualsiasi colore ma no blu estoril! Poi manda in pensione le renne e le slitte: adesso il mezzo di trasporto natalizio più trendy è il carro armato! Devi solo stare attento a metterci sopra le bandierine giuste. Lo stesso concetto lo puoi applicare anche a quelli che muoiono sotto le bombe. Forse tra un po’ varrà anche per i pedoni, quelli in fila alla posta, quelli che usano il vivavoce in treno. La sperimentazione sui barconi procede bene: per ora proviamo soltanto a deportarli altrove, ma credo che siamo quasi pronti per fare il salto di qualità. In realtà questa cosa della deportazione è anticostituzionale, ma il governo è così stupido che ancora non ne ha preso atto e si vanta di quanto la sua riforma somigli a quella di Sunak, anch’essa incostituzionale. Mi sa che sulla stupidità il salto l’abbiamo già fatto. Però in compenso facciamo grossi passi avanti con l’intelligenza artificiale. Ecco, su questo ti avviso che molti avranno scritto le letterine usando ChatGPT: le puoi riconoscere facilmente perché sono quelle con i congiuntivi giusti. Veniamo ai regali: se qualcuno ti ha chiesto un trenino elettrico o è un bambino con la fissa del vintage oppure è Lollobrigida; se vuole la pesca dell’Esselunga, è Giambruno; le patate sono per Giuliano Amato, la carota per Gasparri, la motosega giocattolo è per Marattin. L’apparecchio acustico è per La Russa, così la prossima volta che qualcuno grida “Viva l’Italia antifascista” riesce a sentirlo. Il panettone è per Chiara Ferragni; dice va bene l’inflazione, ma un milione di euro per un pandoro inizia ad essere troppo. Poi per favore porta un nuovo libro fantasy alla Meloni, sono vent’anni che si è incastrata su quei due che ha letto. Non cambierà niente ma almeno non ci annoiamo. Al parlamento se possibile porta dei politici nuovi, anche usati ma tenuti bene, non andiamo troppo per il sottile. A noi portaci un po’ di rassegnazione. Che almeno moriamo tranquilli, se proprio dobbiamo soccombere a questo stato di cose almeno lo facciamo senza avvelenarci il fegato tutti i giorni. Regalaci una serenità commisurata alla nostra impotenza. Regalaci vagonate di selfie, di social, di reality, di gossip, di polemiche inutili, di scandali senza conseguenze, rincoglioniscici fino a farci dimenticare tutto il resto. E se il resto non serve a niente, portatelo via una volta per tutte. Se la nostra rabbia, le nostre lacrime, la nostra miseria, la nostra disperazione, se le urla di dolore non servono più a niente, se neanche davanti a migliaia di bambini morti le nostre voci possono più niente, facci almeno il regalo di portartele via tutte. Lasciaci qua, anestetizzati in mezzo a tutti gli altri, a quelli a cui sembra normale, a cui sembra inevitabile, a cui sembra addirittura giusto, a cui sembra un diritto. Lasciaci poveri in mezzo a quelli che esultano quando sentono che i poveri soffriranno, ma sorridenti. Se l’unico metro in cui questo mondo misura la propria soddisfazione è lo strazio che è capace di infliggere al prossimo, se l’unico destino è essere sopraffatti dalla pornografia della violenza, insegnaci almeno a goderne o dacci il valium che basta a scordarla. Se non possiamo fare altro che guardare, se l’unico ruolo che ci è concesso è quello di spettatori, inermi, insegnaci almeno a voltarci dall’altra parte, a tacere, ad alzare le spalle, a considerare la catastrofe ineluttabile come un tramonto. Tu che non esisti, insegnaci a vivere la nostra irrilevanza. Ma forse non puoi fare niente di tutto questo, che pure tu come noi sei prigioniero di un mondo immaginario. E allora aspettaci lì dove sei. Regalaci almeno l’illusione che sarai ancora là l’anno prossimo ad aspettarci, mentre ci portiamo appresso la nostra angoscia, e la vergogna, i sensi di colpa e la rabbia, e il gossip e le cose sceme a cui ci aggrappiamo per trovare la voglia di continuare a camminare in questa notte convinti che il tramonto che ci è caduto addosso non è stato l’ultimo; e dirci che fra un anno saremo ancora qui a scriverti un’altra letterina, per chiederti ancora la pace nel mondo, giusto per ricordare a noi stessi che quel mondo migliore è lì, in qualche punto della nostra immaginazione, che aspetta solo che ci mettiamo a costruirlo insieme.Io proverò a esserci, tu vedi de stacce.

SDS#107 – LIBERALLES

L’artro giorno camminavo pe’ strada e incontro ‘sta scena: c’è sto grosso energumeno che sta a menà un regazzino. Mo la reazione mia era de metteme in mezzo pe fermalli. Però ariva st’amico mio intelligente che me ferma. Non se fa così, pia un bastone e lo mette in mano ar regazzino. Mo vedi come se difende. A me me pareva che pure se se difendeva comunque continuava a pià li schiaffi ma l’amico mio me fa: è perché er bastone è troppo piccolo. Così pia un bastone più grosso e je lo passa. Mo vedi tu! Io in realtà non è che vedevo tutta sta differenza. Ma sei sicuro? Certo, tu non capisci perché non sei libberale e vòi decide che deve fa er regazzino. Ma non lo so, è che non me pare che sta a funzionà. Funziona funziona, cioè aspè, è che pure sto bastone non è abbastanza grosso. Vabbè mo non ve faccio tutto l’elenco dei bastoni. Quarche giorno dopo me ritrovo davanti ‘na scena simile, ‘n antro regazzino e ‘n antro energumeno che se piano a pizze pure loro. Mo l’istinto mio era sempre de provà a fermalli ma, visto che m’avevano spiegato come funziona, cerco de adeguamme. Allora pio un bastone e provo a passallo ar regazzino ma subito l’amico mio, sempre lo stesso, me ferma e me chiede: ma che stai a fa? E io dico: aho sto a fa er liberale me l’hai insegnato tu! Ma non hai capito gnente non lo vedi che è er regazzino che ha cominciato? Guarda che occhio nero c’ha quello. Così pia er bastone e lo passa all’energumeno. Ma mo lo sfonna proprio. Così se impara er liberalismo. A me quarcosa non me tornava, epperò me ricapita de incrocià ancora un antro regazzino e un antro energumeno che se stanno a corcà de mazzate. Che poi io dico che se stanno a corcà ma alla fine er grosso delle pizze in faccia le pia tutte le vorte er regazzino de turno. A quer punto io veramente non so più che fa, quindi aspetto l’amico mio liberale e je chiedo: mo stavorta er bastone a chi lo devo passà? E lui me guarda proprio come er maestro delle elementari deluso: ma quale bastone, er regazzino è armeno, te ne devi sbatte er cazzo.  Mo lui è liberale studiato quindi non ha detto sbatte er cazzo ma ha detto “ti devi scotolare la metafora aviaria” ma a quel punto io ero un po’ disorientato e j’ho risposto, senti però a me sto liberalismo me lo devi spiegà mejo che non te sto a capì.E lui me fa: eccerto, ma tu sei in grado de capì tutta la profondità der liberalismo? Perché vedi er liberalismo, soprattutto ner 2023, è una complessa dottrina socio-politico-filognostica basata sur diritto e la preminenza della libertà nell’habeas corpus della dichiarazione individuale dei popoli antani come costituzione materiale del lonfo che s’archipatta e non gluisce che è difficile da spiegà a na mente semplice come la tua ma che potremmo sintetizzà co’ la formula “Io e l’amici mia famo come cazzo ce pare”. Stavorta ha detto proprio così.